L’abuso sessuale. Brevi cenni.
Marzo 11, 2007 di Francesca
“I corpi non sono come le stanze, non restano quasi mai le tracce evidenti del passaggio di qualcuno, però è la stessa cosa, anche senza lividi, o ferite, resta l’odore attaccato, il sudore mescolato, i segni dei baci, il sesso che si gonfia. E anche quando non resta niente di visibile, comunque c’è confusione. Dentro.”
Simona Vinci, Dei bambini non si sa niente.

L’abuso può essere definito in modi molto diversi. Secondo l’accezione comune, si realizza un abuso nei confronti dell’infanzia tutte le volte che al minore non viene riconosciuta, nella sua completezza, la sua reale condizione psico – sociale e, di conseguenza, vengono ignorati i suoi diritti. Quindi, è considerato un abuso qualunque comportamento o atteggiamento, da parte degli adulti, che impedisca, ritardi o distorca il suo percorso evolutivo, impedendogli di esprimere le sue potenzialità.
Nel caso specifico dell’abuso sessuale, l’adulto, approfittando del potere sociale che spesso esercita sul bambino [in qualità di caregiver o di figura di riferimento], utilizza il minore per il proprio soddisfacimento obbligandolo a prostituirsi o, più frequentemente, coinvolgendolo in atti sessuali, nella realizzazione di prodotti pornografici, o in altri comportamenti spesso erroneamente interpretati come meno gravi [per esempio, giochi sessuali privi di violenza fisica]. L’abuso sessuale spesso si protrae per anni nel più assoluto silenzio e con grandi sensi di colpa per il minore che lo subisce.
Nell’abuso intrafamiliare, il rapporto incestuoso non si presenta come un atto isolato, ma come un insieme di comportamenti familiari che partecipano tutti allo stesso tipo di relazione perversa. È un ambiente nel quale comportamenti di vario genere contribuiscono alla creazione di un clima che Paul – Claude Racamier definisce “incestuale”. Secondo l’autore, in queste famiglie è presente un clima estremamente erotizzato: i genitori infatti, spesso mettono al corrente i figli della propria vita sessuale attraverso confidenze e discussioni amicali. Sono quelli che Racamier chiama “regali avvelenati”: queste confidenze e manifestazioni di intimità da un lato seducono e lusingano il bambino, dall’altro, il clima incestuoso ed incestuale in cui questi soggetti sono immersi altererà comunque l’omeostasi del loro sviluppo psichico. In questo contesto, l’agito incestuoso avviene soltanto quando si verifica il fallimento della relazione narcisistica ed incestuale, ovvero quando il bambino si allontana sempre di più dall’adulto o, finalmente, riesce a soddisfarlo: in questo modo, il legame si rafforza in maniera irreversibile.
L’abuso sessuale viene attuato, dunque, sfruttando la dipendenza materiale ed affettiva del minore verso l’adulto, ed è mantenuto utilizzando lo stato di confusione, disperazione, paura, vergogna causato dalla violenza. Qualsiasi tipo di abuso danneggia profondamente i diritti fondamentali dell’individuo: 0vvero di essere considerato degno di rispetto, di essere tutelato nella sua integrità psicofisica, di essere l’unico detentore dei propri sentimenti e dei propri bisogni.
Bibliografia:
Paul – Claude Racamier, L’incesto e l’incestuale, 1995, FrancoAngeli.
Simona Vinci, Dei bambini non si sa niente, 1997, Einaudi.